Totò lascia o raddoppia? (1956)

 
Totò lascia o raddoppia? (1956)

Il duca Gagliardo della Forcoletta dei Prati di Castel Rotondo è un nobile decaduto che vive tra l'albergo e l'ippodromo: qui, con a fianco il fedele maggiordomo Camillo, sbarca il lunario vendendo informazioni su presunti cavalli vincenti a inesperti scommettitori, tra cui un giorno gli capita il criminale Nick Molise. Un giorno, convocato nello studio di un notaio, scopre di essere padre di una ragazza, Elsa, nata da una sua relazione giovanile (avvenuta a Genova nel 1934 con la maestra Maria Marini). Senza svelare la sua vera identità, si reca al bar dove Elsa lavora e viene a conoscenza del suo sogno, cioè acquistare la gestione del bar dove lavora per potersi finalmente sposare.

Per questa ragione il suo fidanzato Bruno, anch'egli dipendente del medesimo bar, aveva appena partecipato al quiz televisivo Lascia o raddoppia? per procurarsi il denaro necessario, cadendo però alla domanda da 640.000 lire ("Chi è l'autore di Malafemmena?", che curiosamente è proprio Totò). A questo punto il duca, puntando sulla sua preparazione ippica, decide di presentarsi come concorrente a Lascia o raddoppia?. Tutto sembra andare per il meglio e il montepremi vinto dal duca raddoppia di puntata in puntata, fino a quando due gangster italoamericani - Joe Taccola e proprio quel Nick Molise che aveva già incontrato - non decidono di scommettere su di lui, ed ovviamente uno vuole che lasci e l'altro che raddoppi.

Il duca, ricattato e minacciato di morte da entrambi, è quindi tra due fuochi e non sa come giocarsi la serata decisiva. Il proditorio intervento della ragazza di uno dei gangster gli permetterà prima di giocare al raddoppio, poi, minacciato da Molise in cabina con lui e prevalendo il patema d'animo per la sua sorte, dichiara al conduttore Mike Bongiorno «Rinuncio», azzeccando fortuitamente la risposta esatta del nome del cavallo dell'ultima domanda e vincendo il montepremi; dei criminali, quello che vince la scommessa ritorna alla sua vita di sempre mentre il "perdente" viene assicurato alla giustizia.

 

Paese di produzione

Italia

Anno

1956

Durata

94 min

Colore

B/N

Audio

sonoro

Rapporto

1,37 : 1

Genere

commedia

Regia

Camillo Mastrocinque

Soggetto

Vittorio Metz, Marcello Marchesi

Sceneggiatura

Vittorio Metz, Marcello Marchesi

Produttore

Ermanno Donati, Luigi Carpentieri

Casa di produzione

Titanus, Athena Cinematografica

Distribuzione (Italia)

Titanus

Fotografia

Mario Fioretti

Montaggio

Roberto Cinquini

Musiche

Lelio Luttazzi

Scenografia

Saverio D'Eugenio

Costumi

Orietta Nasalli Rocca

Trucco

Giuliano Laurenti

 

  • Totò: duca Gagliardo della Forcoletta
  • Mike Bongiorno: se stesso
  • Dorian Gray: Hélène
  • Bruce Cabot: Nick Molise
  • Valeria Moriconi: Elsa Marini
  • Gabriele Tinti: Bruno Palmieri
  • Carlo Croccolo: Camillo il maggiordomo
  • Rosanna Schiaffino: Colomba
  • Luigi Pavese: Anastasio
  • Elio Pandolfi: Osvaldo
  • Rocco D'Assunta: Joe Taccola
  • Gisella Monaldi: Bice
  • Gianna Cobelli: la contessa
  • Vincent Barbi: Tommy
  • Edy Campagnoli: se stessa
  • Nicoletta Orsomando: se stessa
  • Amedeo Girard:l'uomo che scommette la vincita del cavallo con il duca
  • Gianni Partanna: cameriere del locale notturno