Il medico dei pazzi (1954)

 
Il medico dei pazzi (1954)

Ciccillo, giovane nullafacente, da anni vive a Napoli alle spalle dello zio Felice il quale crede di pagare al nipote gli studi di medicina.

Quando Felice giunge da Roccasecca, luogo in cui vive e di cui è sindaco, a Napoli insieme alla moglie e alla figlia, suo nipote Ciccillo mette in scena insieme all'amico Michele un nuovo raggiro ai danni dello zio. Egli infatti millanta da tempo di essere diventato psichiatra e di dirigere una clinica per alienati mentali. Dice di aver bisogno di 500 lire per comprare una macchina per l'elettroshock capace di sanare il suo paziente Michele. Naturalmente i soldi gli servono per onorare un debito di gioco, mentre la clinica è in realtà la Pensione Stella, pensione dove Ciccillo e Michele vivono a sbafo, ed i presunti pazzi non sono altro che gli eccentrici clienti della pensione, del tutto sani ma presentati come pazzi da Ciccillo quando lo zio Felice pretende di visitare la clinica.

Sfortunatamente Ciccillo deve incontrare il suo creditore che lo colpisce in testa mandandolo all'ospedale e lasciando così lo zio Felice da solo alla pensione. Da tutto questo prenderà corpo una commedia degli equivoci tra Totò e gli avventori. Questi sono: la proprietaria della pensione che cerca a tutti i costi di trovare un marito per la sua figlia, un violinista fallito che sogna di andare via, un colonnello convinto di essere vittima di scherzi, un attore che deve interpretare Otello provando di continuo, una vedova ed una coppia sposata col marito convinto che la moglie lo tradisca. Felice, convinto che siano pazzi pericolosi, li asseconda prendendosi impegni con alcuni di loro. Alla fine scapperà dalla pensione durante di notte e verrà trovato dalla moglie a parlare con una prostituta dando così l'impressione che stia tradendo.

Il giorno dopo Ciccillo si presenta dalla zio per scusarsi e prendere i soldi. Ma la cosa si complica quando cominceranno ad arrivare, nella casa dove Ciccillo ha parcheggiato lo zio e la sua famiglia, i vari clienti della pensione. Convinto che siano scappati, Felice li rinchiude nelle varie stanze con l'inganno e convoca il direttore della pensione così che l'equivoco viene finalmente chiarito.

Alla fine tutto si risolve; Ciccillo sarà perdonato dallo zio, e una volta saldati i debiti potrà sposare la cugina, mentre Felice si riconcilierà con i cosiddetti pazzi.

Paese di produzione

Italia

Anno

1954

Durata

84 min

Colore

colore

Audio

sonoro

Genere

commedia

Regia

Mario Mattoli

Soggetto

Eduardo Scarpetta

Sceneggiatura

Ruggero Maccari, Totò, Vincenzo Talarico, Mario Mattoli

Produttore

Carlo Ponti, Dino De Laurentiis, Alfredo De Laurentiis (direttore di produzione)

Fotografia

Riccardo Pallottini

Musiche

Pippo Barzizza

Scenografia

Alberto Boccianti, Piero Filippone

 

  • Totò: Felice Sciosciammocca, sindaco di Roccasecca
  • Tecla Scarano: Concetta, la moglie
  • Maria Pia Casilio: Margherita, la figlia
  • Aldo Giuffré: Ciccillo
  • Giacomo Furia: Michele
  • Vittoria Crispo: la signora Amalia
  • Nora Ricci: Rosina, figlia della signora Amalia
  • Mario Castellani: il signor Cristaldi
  • Franca Marzi: signora Cristaldi
  • Amedeo Girard: don Carluccio
  • Carlo Ninchi: Otello, l'attore fratello di don Carluccio
  • Nerio Bernardi: il colonnello Pizzo Scevola
  • Ugo D'Alessio: il musicista
  • Pupella Maggio: la vedova
  • Anna Campori: Carmela, cameriera del Villino de Rosa
  • Diana Dei: prostituta in strada
  • Enzo Garinei: cameriere del bar
  • Nicola Maldacea junior: giardiniere del Villino de Rosa
  • Gianni Partanna: medico del pronto soccorso